SICUREZZA E MARCHI
di Alessia M. Michela Giurdanella
"Tratto da NOEMA, tecnologie e società" (www.noemalab.com)
Negli scorsi articoli abbiamo
affrontato in via generale i problemi che l’utente può incontrare quando si
serve di operatori della comunicazione ed operatori commerciali sulla Rete.
Ora proviamo a prospettare un quadro più ampio e complesso per comprendere
meglio cosa il fruitore dei servizi Internet deve sapere per potersi muovere
agevolmente nella società virtuale.
Ogni sito web che fornisce i propri prodotti commerciali sulla Rete dovrebbe (ma
non tutti lo sono) essere legato ad una società di certificazione che possa
garantire appunto la sicurezza del sito in questione.
Tali società di certificazione impediscono le intercettazioni e le decodifiche
mediante un sistema di crittografia SSL o WTLS dei seguenti dati:
Queste società agevolano la
gestione dei pagamenti da parte dei terzi, semplificando le transazioni di
denaro relative all’e-commerce.
Ma questo è solo uno dei tanti aspetti legati alla sicurezza degli acquisti on
line.
Focalizziamo l’attenzione sulla figura dell’imprenditore commerciale (sia
reale che virtuale) al fine di riuscire a districarci meglio nel mondo dell’e-business
e per comprendere un po’ per volta le responsabilità di coloro che si servono
della Grande Rete per svolgere le più disparate attività.
L’imprenditore commerciale esercita professionalmente un’attività legata
alla circolazione dei beni nei seguenti settori: industria, trasporti,
assicurazioni e servizi bancari.
Il commerciante si serve della ditta (cioè il nome dell’azienda) e di altri
segni distintivi quali l’insegna, l’emblema e il marchio per
contraddistinguere i propri prodotti e garantirne la qualità e la provenienza.
Fra i segni distintivi, il più importante è, senza ombra di dubbio, il
marchio. Quest’ultimo può essere costituito da una figura, da un insieme di
lettere (denominazione) o da entrambe. Esso è anche una forma di protezione per
il consumatore, poiché certifica l’origine della merce. L’imprenditore è
tenuto (per preservare la propria merce dalle contraffazioni) a registrare il
proprio marchio a livello nazionale e può farlo in tutti i Paesi in cui intende
commerciare i propri prodotti. Esistono anche marchi a copertura internazionale
o comunque più ampia di quella nazionale.
Sulla base dell’istituto del marchio sono nati i marchi di qualità, alcuni
espressamente richiesti da Direttive CE poi applicate all’interno di ogni
singolo Paese, ed altri creati da apposite associazioni nazionali quali le
Camere di Commercio.
Da una notizia Ansa del 25 luglio scorso si apprende che è nata Certicommerce,
un’associazione nazionale composta da 29 Camere di Commercio italiane, l’Unioncamere
e 10 associazioni di categoria (imprese e consumatori). La Certicommerce
collabora con la Federazione Cisq (Certificazione Italiana Sistemi di Qualità
Aziendali) ed insieme hanno messo a punto un nuovo marchio di qualità per l’e-business,
il QWEB. Questo marchio verrà utilizzato per offrire ciò che il consumatore
cerca: sicurezza, affidabilità, rispetto della privacy e tutela del
consumatore. La certificazione Qweb garantisce trasparenza ed affidabilità
delle varie fasi della trattativa commerciale via Internet:
Il tutto, rispettando i comuni
criteri di buona fede e lealtà in materia di transazioni.
Anche in vista del cambio della moneta in Euro è stato sottoscritto un accordo
da parte delle associazioni dei consumatori, delle organizzazioni professionali,
del turismo e dell’artigianato con il sostegno della Commissione europea. In
questo modo è stata creata una rete diffusa a livello europeo che si occupa dei
medesimi problemi per ciò che riguarda il commercio internazionale, creando
standards obbligatori per tutti gli operatori commerciali (il marchio europeo è
Eurolabel). Sull’esempio di tale accordo sarà possibile dare vita ad un’identica
comunità di utenti e commercianti per ciò che riguarda la Grande Rete, tenuto
conto che la composizione degli aderenti sarà praticamente la stessa.
Gianluca Fiorentini, in un articolo sul n. 40 di Impresa e Stato
(impresa-stato.mi.camcom.it), propone alcune soluzioni relative al problema
delle asimmetrie informative nelle transazioni via Internet. In sostanza,
Fiorentini illustra un programma di risoluzione delle controversie contrattuali
in ambito elettronico sul modello del Council of Better Business Bureeaus (BBB)
statunitense: si tratta di un tipo di autoregolamentazione dei produttori basato
sull’utilizzo di arbitri certificati (cosiddetto lodo arbitrale) in
sostituzione delle ordinarie vie giudiziali, le quali – si sa – comportano
elevati costi sia per le imprese che per i consumatori. Il lodo arbitrale
consentirebbe inoltre di mantenere altissimi standards qualitativi da parte
delle imprese a costi contenuti.
Segnalo una pagina web che potrà esservi utile in caso di acquisti on line:
www.okkey.com/ecommerce/consigli/commerce/diritti.htm