BANDA LARGA E WIRELESS
di Alessia M. Michela Giurdanella
"Tratto da NOEMA, tecnologie e società" (www.noemalab.com)
Gli operatori del settore
Telecomunicazioni ed i Governi di molti Stati europei hanno puntato lo sguardo
sulle nuove tecnologie di trasmissione, quali fibre ottiche e sistema wireless,
per poter sfruttare in un prossimo futuro le potenzialità di Internet a banda
larga.
La tecnologia via satellite non viene presa in considerazione in quanto questo
tipo di connessione permette la sola ricezione di dati da parte degli utenti,
non consentendo una vera interazione.
Il sistema di trasmissione wireless permette una comunicazione dei dati i cui
segnali viaggiano nello spazio via radiofrequenza o infrarosso.
Il wireless è stato impiegato negli Stati Uniti sin dai primi anni Settanta per
la trasmissione dei canali televisivi, mentre in Italia è arrivato soltanto due
anni fa e utilizzato per consentire ai cellulari WAP (Wireless Application
Protocol) di collegarsi alla grande Rete.
L’alternativa è costituita dalle fibre ottiche, le quali necessitano invece
di grossi investimenti dovuti al costo della posa in opera sulla rete stradale e
casa per casa.
Entrambi i protocolli (wireless e fibra ottica) sono in grado di trasmettere
dati ad una velocità molto superiore ai mezzi utilizzati finora (doppino
telefonico analogico, ISDN, ASDL).
La banda larga non è altro che la velocità di trasmissione dati che arriva ad
essere fino ad 8 volte superiore nel caso del wireless e fino a 100 volte nelle
applicazioni industriali del protocollo a fibra ottica.
Le fibre ottiche consentirebbero inoltre utilizzazioni nuove ed ulteriori
rispetto a tutte le altre tecniche: oltre alla normale navigazione in Internet,
sono possibili la TV via cavo, la web TV, la multivideoconferenza e la
ricezione/trasmissione di filmati ad altissima qualità in tempo reale e a
schermo pieno.
Purtroppo, il cablaggio nelle città con le fibre ottiche risulta essere
alquanto oneroso e poco fruttuoso economicamente: in linea di massima, gli
investitori ritengono che non vi sarà un rientro assicurato ed immediato dei
capitali, considerando che il pubblico degli utenti non ha mostrato una forte
domanda dei servizi enucleati. Resta inoltre il problema dell’impegno statale
contro l’investimento privato e, non marginalmente, il monopolio di notorie
aziende fornitrici di servizi TLC.
In sostanza, la questione ruota attorno al ruolo di chi, in prima persona e
direttamente, sarà in grado di godere degli utili di queste future ed ingenti
operazioni e, soprattutto riuscirà a fornire servizi che facciano davvero gola
agli utenti.
Al contrario, l’impiego del sistema wireless non risulta altrettanto
impegnativo, ma in un’ottica a lungo termine, resta un’ipotesi provvisoria
ed ugualmente infruttuosa.
Intanto, Erkki Liikanen, commissario europeo alla Società dell’Informazione,
ha dichiarato pochi giorni fa che entro giugno sarà varato un piano d’azione
europeo sulla banda larga che avrà una completa attuazione soltanto nel 2005 e
soltanto in caso di un forte impegno economico e politico da parte dei singoli
Paesi.
Maurizio Gasparri, ministro italiano alle Comunicazioni, non è il solo a
manifestare i dubbi.
Probabilmente, la via giusta è quella percorsa da FastWeb (www.fastweb.it)
che ha ottenuto nel 2001 l’accesso alle infrastrutture del piano Socrate di
Telecom Italia, cablando le principali città italiane e sfruttando le canaline
a disposizione.
I clienti italiani di FastWeb sono già più di 20.000 e i tempi di copertura
dell’intero territorio nazionale sono gli stessi prospettati dal commissario
europeo Erkki Liikanen.
Per ulteriori informazioni consiglio di consultare la rivista Internet
magazine Go!Online, n. 58, marzo 2002.