Con
riferimento a recenti iniziative di pubblicazione di liste di soggetti
responsabili di gravi atti di violenza in danno di minori, il collegio del
Garante fa notare che la diffusione indiscriminata di dati in materia, non trova
fondamento nel vigente ordinamento giuridico. Tali iniziative, a prescindere
dalla loro effettiva efficacia sul piano delle prevenzione, e della circostanza
che i dati possano essere desunti anche da fonti accessibili quali pronunce
giudiziarie, sono suscettibili di valutazione critica e di contenzioso, potendo,
a seconda dei casi, determinare danni anche agli stessi minori indirettamente
identificabili, o comportare responsabilità per inesattezze dei dati, oppure
per giudizi indifferenziati su situazioni in realtà difformi o per lesione del
diritto all'oblio di tutte le persone interessate rispetto a fatti assai
risalenti nel tempo.
L'Autorità, con giudizio unanime, si riserva di valutare tali iniziative caso
per caso anche in relazione alle segnalazioni che dovessero eventualmente
pervenire.