MINORI, VIOLENZA SESSUALE E DIRITTO DI CRONACA
In
alcune notizie, pubblicate nei mesi scorsi su diversi quotidiani, sono state
rese note, nei titoli e nel corpo degli articoli, circostanze relative a
molestie che sarebbero state perpetrate nei confronti di un minore, molestie
suscettibili di uno specifico rilievo sul piano penale quali possibili atti di
violenza sessuale.
Esaminando il caso con procedura d'urgenza, l'Autorità ha rilevato che la
pubblicazione di tali notizie può rappresentare un trattamento illecito di dati
violando gravemente i principi sanciti in materia di dati sensibili contenuti
nella legge n.675 del 1996 e nel codice di deontologia dei giornalisti, in
particolare per quanto riguarda la specifica tutela dei minori (art. 7).
Come emerso nel corso dell'istruttoria avviata dal Garante, la famiglia del
minore non aveva fornito agli organi di informazione notizie riguardanti
molestie sessuali subite dalla figlia, non aveva espresso alcun consenso alla
divulgazione di tali notizie, né era stata rivolta alcuna richiesta in tal
senso. I genitori avevano, infine, espresso tutta la propria amarezza per la
divulgazione che non risultava avvenuta durante una conferenza stampa di una
forza di polizia.
La pubblicazione di questi dati, ha specificato l'Autorità, potrebbe violare
anche l'art. 734-bis del codice penale, in quanto la divulgazione delle
generalità e dell'immagine riguarda una persona offesa da atti che, attualmente
al vaglio degli inquirenti, potrebbero aver integrato gli estremi della violenza
sessuale.
Poiché l'ulteriore divulgazione dei dati relativi alla molestia subita dal
minore, a prescindere dalla loro eventuale rilevanza ai fini dell'esistenza del
reato, comporta comunque il concreto rischio di un grave pregiudizio per
l'interessata, l'Autorità ha deciso, esercitando i poteri attribuiti dalla
legge sulla riservatezza, di disporne il blocco. Da tale decisione deriva il
preciso divieto per gli editori di diffondere ulteriormente le informazioni,
anche in modo indiretto. I quotidiani potranno unicamente conservare i dati
pubblicati astenendosi da ogni altro loro utilizzo.
L'Autorità, infine, ha trasmesso il provvedimento al Consiglio nazionale e
all'Ordine regionale dei giornalisti nonché alla autorità giudiziaria
interessata per le valutazioni di competenza.
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