Ebbene
sì. Lawrence Lessig, eminente professore di legge alla Stanford Law School e
fondatore dello School’s Center for Internet and Society, ha ideato una
licenza gratuita e flessibile adatta alle esigenze di tanti giovani autori non
completamente soddisfatti dei servizi SIAE.
Tutti
sappiamo che la SIAE è un ente pubblico a base associativa, non investita ex
lege del potere di rappresentanza degli autori.
La qualifica di associato si acquista soltanto al momento dell’iscrizione:
questa conferisce alla società il mandato per l’esercizio di tutti i diritti
patrimoniali sulle opere depositate.
In alternativa, l’autore può non iscriversi quale associato e conferire semplicemente un mandato a tale ente, che opererà comunque quale mediatore.
Il
ruolo di mediazione attribuito alla SIAE con l’iscrizione o conferimento del
mandato è frutto di una riserva di legge stabilita dall’art. 180 L.D.A. Ciò
significa che in Italia ogni autore che decida di sfruttare la propria creazione
artistica deve servirsi della SIAE quale unico intermediario.
Del resto, questa riserva di legge non preclude all’autore la protezione e l’esercizio in proprio della tutela sulle proprie opere, anche se il controllo sugli abusi altrui potrebbe risultare non semplice.
L’art.
180 L.D.A. indica una serie di attività di mediazione che l’autore non potrà
svolgere per contro proprio.
Resta
pertanto nella facoltà di ogni autore gestire autonomamente il
proprio diritto di riprodurre, distribuire, noleggiare, dare in prestito, nonché
il potere esclusivo di autorizzare il noleggio e il prestito degli esemplari
dell’opera così adattata e registrata e di eseguire pubblicamente e
radiodiffondere l’opera mediante l’impiego del disco o di altro strumento
meccanico.
Vi è però da dire che la Legge sul Diritto d’Autore (art, 181 bis) obbliga qualsiasi autore - anche non iscritto e non mandatario - ad apporre il cd. bollino SIAE su ogni supporto destinato alla vendita o comunque impiegato a fini di lucro, escludendo i casi in cui i supporti siano ceduti in uso a titolo gratuito.
Restano
peraltro esclusi dall’obbligo di apposizione del bollino i supporti che
contengono esclusivamente immagini fisse, opere letterarie ed opere dell’arte
figurativa.
Inoltre,
resta interdetta all’autore l’attività di ritrasmissione
via cavo, che avviene esclusivamente attraverso la S.I.A.E.
Per
quanto riguarda l’iscritto in particolare, si sottolinea che il rapporto
associativo preclude allo stesso di gestire in proprio i
permessi di utilizzazione, seppur concessi a titolo gratuito e di percepire
direttamente i compensi previsti dalla Società o modificarne l’importo.
Sulla
base di questi criteri preclusivi, Lawrence Lessig ha coniato una licenza
gratuita volontaria fondata sul principio "alcuni diritti riservati":
Creative Commons.
Creative
Commons è anche è un'organizzazione no profit i cui strumenti – tutti
gratuiti – sono reperibili sul sito www.creativecommons.it.
Le
licenze Creative Commons danno la possibilità di registrare la propria opera
originale sotto tale licenza, con tre opzioni: sfruttamento commerciale o non
commerciale, la possibilità o meno di creare opere derivate, obbligo o meno
della condivisione nello stesso modo indicato dall’autore, compreso quello di
registrare un’eventuale opera derivata dalla originaria sotto la stessa
licenza Creative Commons.
In
tal modo, è consentito all’autore riprodurre, distribuire, comunicare,
eseguire, rappresentare, recitare ed esporre al pubblico la propria opera sotto
l’egida di Creative Commons e nei termini che più predilige.
Resta inteso che è necessario apporre il bollino SIAE sui supporti utilizzabili a qualsiasi fine di lucro, compreso il supporto impiegato a fini promozionali.